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A cosa servono le
vitamine?
Le vitamine sono delle sostanze organiche e indispensabili e
insostituibili sia per la salute che per il benessere psicofisico di
ognuno di noi. esse Svolgono, un ruolo di avviamento e di controllo
di infinite reazioni chimiche, ma lavorano e sono essenziali ”, sostiene Del Toma,
presidente onorario dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione
Clinica. In sostanza, le vitamine non hanno un proprio valore energetico
come le proteine, i grassi o i carboidrati, ma “coordinano e
finalizzano il lavoro degli altri nutrienti” (come un dirigente coordina
i suoi impiegati)”. Una categoria indispensabile, quindi, che
l’organismo non è in grado di sintetizzare o che produce in quantità
insufficiente: ecco perché abbiamo noi tutti bisogno di assimilare le vitamine
attraverso gli alimenti.
Attualmente si conoscono tredici vitamine che oltre ad essere bioregolatrici,
quindi indispensabili per la vita delle cellule e svolgono un’azione
protettiva: la loro carenza o mancanza, se protratta a lungo nel tempo
può causare malattie, come le infezioni e i disturbi del sistema
immunitario.
“Quando l’alimentazione era povera e monotona - continua Del Toma - la carenza vitaminica incombeva drammaticamente sulla popolazione
con malattie come la pellagra, il rachitismo e lo scorbuto. Anche se
oggi in Italia queste malattie non esistono più, ma alcune persone sono
soggette a subcarenza vitaminica, per esempio gli anziani, che vivendo
da soli finiscono per adottare diete monotone, con insufficienti
quantità di verdure crude e di frutta. Paradossalmente è a rischio anche
chi è in sovrappeso, che si sottopone ciclicamente a diete restrittive e
quindi povere, non solo di calorie, ma ancor più di vitamine e sali
minerali. Va infatti sottolineato che per chi non presenta particolari
problemi, è sufficiente seguire una dieta variata arricchita di cibi
freschi per assicurare un adeguato introito di queste preziose sostanze
Dove trovarle?
Le vitamine sono presenti sia negli alimenti di origine vegetale sia in
quelli di origine animale
Quindi per garantire un corretto apporto di vitamine all’organismo non
si devono consumare solo, come è opinione comune, grandi quantitativi di
frutta e vegetali in genere, ma anche, cereali, pane, pasta
e legumi. È vero che un’arancia contiene molta vitamina C e un po’ di
vitamine PP e B2. Anche il limone verde e gli altri agrumi abbondano di
vitamina C ma mancano delle vitamine del gruppo B.
In sintesi un’alimentazione corretta ed equilibrata è in grado di
garantire un adeguato apporto di tutte le vitamine, sia di quelle più
ampiamente presenti negli alimenti, sia di quelle presenti solo in
alcuni gruppi di alimenti. Il contenuto vitaminico degli alimenti,
infatti, è variabile e dipende da molti fattori, per esempio il terreno
dove vengono coltivate la frutta e la verdura o dove pascola il
bestiame, il tipo di foraggio e di alimenti in genere che vengono
utilizzati per l’allevamento degli animali da macellazione, il grado di
maturazione degli alimenti al momento della raccolta, il tempo che passa
tra la raccolta e la preparazione dei cibi, i metodi di conservazione
degli alimenti, le tecniche e i tempi di cottura, il tempo che
intercorre tra la cottura e il consumo effettivo dei cibi.
Cosa fare per garantire un giusto apporto vitaminico?
Per garantire al nostro organismo il giusto apporto vitaminico sarà bene
seguire alcuni consigli, per esempio:
Preferire gli alimenti freschi a quelli conservati;
Ridurre al minimo la conservazione dei cibi che vi sono in frigorifero
Usare poca acqua nella preparazione;
Nella cottura adoperare temperature elevate per un tempo breve
Mangiare gli alimenti appena cotti;
Riservare un trattamento vitaminico integrativo agli anziani, a coloro
che sono stati a lungo degenti a letto, a coloro che hanno effettuato
lunghe terapie antibiotiche, ai bambini che soffrono di inappetenza.
Una maggiore carenza di vitamine si può verificare nella stagione
invernale per diversi motivi, per esempio:
Aumentato consumo di alimenti conservati
Diete dimagranti squilibrate;
Eccessivo consumo di alcool;
Attività lavorativa o di studio particolarmente intensa;
Abuso di antibiotici.
Una cura particolare deve essere quindi posta nella scelta degli
alimenti e nella loro preparazione per garantire un più alto contenuto
di vitamine nei cibi che mangiamo tutti i giorni.
Esistono vitamine “più importanti” per il nostro organismo?
Le vitamine sono divise in due gruppi principali:
quelle iposolubili (solubili in solventi organici), ossia le vitamine A,
D, E e K;
quelle idrosolubili (che si sciolgono in acqua), ossia la vitamina C e
le vitamine del gruppo B.
Il patrimonio vitaminico varia dagli agrumi (vitamina C) ai carotenoidi
(precursori della vitamina A), al licopene (un antiossidante) dei
pomodori, del cocomero e delle albicocche, fino ai polifenoli (flavonoidi)
delle mele, pesche, susine e ciliegie. Quindi, i nostri gusti possono
essere facilmente assecondati facendo attenzione a non fare scelte
“monotone”: variare la frutta sulla propria tavola, al ritmo delle
stagioni, resta un “invito” piacevole e intelligente.
Un pregiudizio largamente diffuso è che tutta la frutta sia sempre e
comunque una miniera di vitamine. Invece il contenuto vitaminico delle
varie specie di frutta privilegia, in genere, una o due vitamine mentre
sono quasi del tutto assenti altri gruppi vitaminici. L’uva per esempio
ha molti pregi: dalla ricchezza di potassio ai pigmenti antiossidanti
della buccia (attenzione però a lavarla bene perché sugli acini si
depositano anche polveri e pesticidi) e merita di comparire sulla tavola
più spesso. Tuttavia, agli amanti dell’uva è doveroso ricordare che il
contenuto in zuccheri non è affatto trascurabile. Niente di male per chi
non ha problemi di diabete o un eccesso di trigliceridi nel sangue, ma
fate attenzione alle quantità: in un grappolo d’uva di soli 100 grammi
c’è almeno l’analogo di tre cucchiaini di zucchero. Un consiglio ai
ragazzi, che alle spremute di frutta fresca preferiscono le bevande
molto zuccherate e spesso gassate: una lattina da 330 ml contiene circa
7 cucchiaini di zucchero e non poca caffeina, senza vitamine e senza
altri protettori naturali.
Quali vitamine per uno sportivo?
Gli sportivi, soprattutto chi è sottoposto a un severo allenamento,
possono essere considerati “soggetti a rischio” per carenza vitaminica
se all’elevato impegno fisico si associano anche situazioni favorenti,
per esempio frequenti infezioni, uso di farmaci ma soprattutto abitudini
alimentari scorrette, sia per insufficiente apporto energetico che per
scelte alimentari sbagliate, come spesso avviene in particolare tra gli
adolescenti (per motivi estetici e di moda).
Comunque studi scientifici accreditati non hanno evidenziato, tra la
popolazione sportiva, carenze vitaminiche particolari. L’aumento del
fabbisogno di vitamine degli sportivi maggiormente impegnati, in
generale viene soddisfatto dall’aumento della razione alimentare, purché
realizzato con le opportune scelte, attraverso l’utilizzazione di
un’ampia gamma di alimenti e la loro corretta conservazione e
preparazione.
Pertanto non è giustificato prescrivere integrazioni vitaminiche in modo
generalizzato agli atleti per il solo motivo che si allenano
intensamente: corrette abitudini alimentari sono più che sufficienti a
garantire la quantità di tutte le vitamine di cui ha bisogno un atleta.
In ogni caso se si ritiene necessario consigliare un’integrazione con le
vitamine, sarebbe opportuno per prima cosa tentare di aumentare il
consumo dei cibi a maggiore contenuto di questi nutrienti e in secondo
luogo consigliare preparati farmacologici polivitaminici, cioè
contenenti nelle giuste quantità tutte le vitamine, in dosi sempre
contenute, in modo da evitare possibili fenomeni di competizione
reciproca nell’assorbimento e nell’utilizzazione.
A cura di Monica Di Dionisio
Giornalista
Con la consulenza di Eugenio Del Toma
Presidente Onorario dell’Associazione Italiana
di Dietetica e Nutrizione Clinica
A cura de
Il
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