GENOVA - Un bambino italiano che guarda in media tre ore di
televisione al giorno subisce circa 32.850 pubblicita' di alimenti
nell'arco di un anno, uno spot ogni 5 minuti (uno ogni 10 nel resto
d'Europa) . E' il dato piu' eclatante emerso dalla ricerca "in bocca al
lupo" sui messaggi pubblicitari di alimenti e bevande trasmessi in
Italia e in Europa nelle fascia oraria 16-19, quella protetta.
L'indagine, commissionata da Coop all'Universita' di Roma Tre in
collaborazione con l'Osservatorio di Pavia nell'ambito della campagna di
promozione delle buone abitudini alimentari e motorie "Alimenta il tuo
benessere", e' stata presentata oggi ad un convegno a Palazzo Ducale di
Genova. E' stata Marina d'Amato, sociologa dell'universita' romana, a
illustrare i particolari dello studio. I bambini italiani sono tra i
piu' bombardati d'Europa: il doppio rispetto ad altri paesi europei.
"E' la prima volta che in Italia si fa uno studio comparato di questa
portata per capire il rapporto tra spot alimentari e bambini - spiega
Marina d'Amato - Le differenze numeriche tra i paesi considerati sono
enormi: la Svezia ad esempio trasmette solo un quindicesimo degli spot
trasmessi in Polonia e circa un decimo di quelli trasmessi in Italia. Se
poi entriamo nei contenuti dei messaggi trasmessi ci accorgiamo che in
Italia gli spot che pubblicizzano alimenti ricchi di zuccheri, grassi e
sali - quindi con elevata presenza di calorie - sono il 36% della
pubblicita' e nessuna di queste avverte di consumare tali prodotti con
moderazione. Al contrario l'idea di usare la pubblicita' per insegnare a
mangiare bene e' una pratica utilizzata in Spagna, Gran Bretagna,
Polonia e Portogallo". Il paradosso e' che tutto questo avviene
nonostante l'Italia sia tra i pochi stati europei che possiedono
contemporaneamente regolamenti in materia di pubblicita', organismi per
la tutela dei minori, fasce orarie pomeridiane protette e
autoregolamentazioni. Oltre a Marina D'Amato, all'incontro promosso da
Coop Liguria sono intervenuti Giorgio Piastra, Presidente per la Liguria
della Federazione Medico Sportiva Italiana, che ha parlato
dell'importanza di una regolare attivita' fisica per molti disturbi
alimentari negli adolescenti, e Marina Vignolo, responsabile del Centro
per la prevenzione e il trattamento dell'obesita' in eta' evolutiva
dell'Istituto "G.Gaslini", che ha illustrato le connessioni tra
soprappeso, genetica e stili di vita
|