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::Contenuti: Una proteina causa l'ipertensione

Nel mondo oltre 600 milioni di persone soffrono della malattia più subdola e silenziosa che ci sia: l’ipertensione, meglio conosciuta come pressione alta. Da anni gli scienziati stanno studiando per trovarne le cause e ora potrebbero essere sulla buona strada. Un’equipe di scienziati britannici avrebbe identificato, in una zona del cervello, una proteina chiamata Jam 1 che potrebbe essere la causa dell’ipertensione arteriosa. E pensare che per anni si era pensato che fosse tutta colpa del sistema cardiocircolatorio.


Lo studio, definito sensazionale da accreditati esperti, verrà pubblicato sul prossimo numero della rivista specialistica Hypertension. Per ora è consultabile in sintesi sulla versione online della rivista. La novità sta in questo: i ricercatori dell’università di Bristol hanno isolato, nei vasi della zona del bulbo del cervello, la proteina Jam 1 e scoperto che ha la caratteristica di poter imprigionare i globuli bianchi causando infiammazioni della parete dei vasi. Questo può portare ad una alterazione della circolazione del sangue perchè riduce l’apporto di ossigeno al cervello, creando anossia. Ed è proprio l’anossia della zona del bulbo – una parte del cervello – che potrebbe essere la causa all’origine della pressione alta.

In tutto nel nostro paese i malati di ipertensione sono più di 15 milioni e i medici sostengono che si tratta di cifre sottostimate. Perché molti ne soffrono e non lo sanno: infatti una persona può avere la pressione troppo elevata, superiore a 130 e 80 e non accorgersene neppure. Questo comporta ricadute importanti sulla sanità, perché l’ipertensione, alla lunga, può avere conseguenze molto gravi come ictus, infarti, crisi cardiache e danni ai reni.

La proteina Jam 1 però, secondo quanto spiegato dagli studiosi britannici, potrebbe essere solo la causa dell’ ipertensione definita “essenziale” , quella a cui finora i medici non sapevano attribuivano cause identificabili, il tipo di ipertensione che colpisce anche i più giovani. Comunque anche se la scoperta riguardasse solo l’ipertensione essenziale si tratterebbe di una svolta per gli oltre 5 milioni di italiani che ne soffrono e non sanno come curarsi. I ricercatori inglesi di Bristol ci credono. “La pressione alta è una malattia vascolare infiammatoria del cervello più che una malattia del cuore” ripetono. Sono pronti a metterci la mano sul fuoco che si tratta di una verità assoluta. Ora si tratta di pensare alla cura. Julian Paton il direttore del progetto, ha spiegato che la sua equipe sta studiando la possibilità di curare i pazienti ipertesi, che non rispondono alle terapie convenzionali, con farmaci che riducono l’infiammazione dei vasi sanguigni e aumentano l’afflusso di sangue al cervello. “La nuova sfida - ha aggiunto lo scienziato inglese - sarà capire quale tipo di infiammazione danneggia le vene del cervello, cosi sapremo con certezza quali farmaci utilizzare e come dirigerli”.


 


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