Si chiamano malattie rare o orfane e sono quelle che le grandi case
farmaceutiche non hanno interesse a curare, perché coinvolgono un numero
esiguo di persone e quindi l'investimento non porta guadagno. I
ricercatori del Gruppo Genoma, dell'Istituto di Tecnologie Biomediche
del Consiglio Nazionle delle Ricerche (Itb-Cnr), si dedicano allo studio
di queste malattie. Nonostante i fondi scarsi per la ricerca, gli
studiosi del Cnr hanno scoperto che una rara patologia chiamata
Osteopetrosi da carenza di osteoclasti, è dovuta all'assenza di
citochina, una molecola proteica fondamentale per la maturazione delle
ossa. La ricerca è stata portata avanti, nell'ambito del Progetto Genoma
Umano, da Cristina Sobacchi, Annalisa Frattini e Anna Villa dell'Itb-Cnr
e dai loro collaboratori, in coordinamento con ricercatori di tutta
Europa, grazie ai finanziamenti del 'Progetto Nobel' della Fondazione
Cariplo, in collaborazione con l'Istituto Clinico Humanitas di Milano e
con l'Università dell'Aquila.
Il direttore del reparto Genoma Umano del Cnr, Paolo Vezzoni, spiega che
" è una malattia che colpisce un bambino su 200.000 e per questo è
considerata rara. Ci sono zone dove si manifesta maggiormente, come la
Costa Rica. In pratica, l'assenza di citochina provoca un'anomalia nella
formazione dello scheletro, che rende il bambino cieco e sordo, oltre
che anemico e porta fatalmente alla morte". La deformazione delle ossa
causa due principali problemi: lo spazio interno, dove ha sede il
midollo è ridotto, così le cellule del sangue non vengono prodotte in
numero sufficiente (anemia e deficienza di piastrine); e i nervi cranici
vengono compressi dalle ossa del cranio, così da indurre cecità ed altri
disturbi. Ora, la scoperta della proteina potrebbe curare le persone
affette da questa patologia, che sono soprattutto bambini. Al momento,
l'unica azienda che produce la molecola (in minime quantità per la
ricerca in laboratorio) è la Amgen, proprietaria del brevetto.
Va da sé che non è nell'interesse di nessun privato mettere in piedi un
centro per la produzione di una sostanza atta a curare poche migliaia di
persone. L'investimento però potrebbe essere di diverso tipo e
riguardare la ricerca, che conoscendo in questo caso la struttura della
sostanza necessaria alla cura, potrebbe riuscire a crearla e produrla in
laboratorio. Il punto dolente di questa scoperta è proprio il fatto di
avere ottenuto dei risultati e non poter agire. Infatti non esistono
cure alternative per questa malattia, se non il tentativo di trapianto
di cellule produttrici di citochina, nella speranza che non vengano
uccise dalle cellule "malate". Il periodo più importante per trattare la
malattia è quello dei primi mesi di vita o degli ultimi di gravidanza,
in modo da permettere al cranio di formarsi normalmente e non creare
danni irreversibili. Purtroppo, trattandosi di piccoli numeri, anche
avere la soluzione non aiuta i bambini malcapitati a guarire. E questa
si chiama legge dei grandi numeri.
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