Bruciore, prurito, visione offuscata e intermittente. Sono questi i
tre disturbi più comuni agli occhi degli italiani. A rivelarlo sono i
dati emersi dai primi questionari raccolti durante la campagna "Occhio
InForma", promossa dalla Società oftalmologica italiana (Soi) in
collaborazione con Pfizer Consumer Health Care. Obiettivo: educare la
popolazione alla prevenzione contro i problemi degli occhi, nel corso di
un "bus tour" che, da ottobre scorso, ha fatto tappa in diverse città.
Dati spesso poco confortanti. Scarsa cura dei propri occhi,
disinformazione e disattenzione verso il tema della prevenzione sono
infatti risultati atteggiamenti comuni tra gli oltre mille italiani
coinvolti. Bruciore e prurito quindi i disturbi più denunciati, che
colpiscono addirittura il 79% delle persone. I sintomi di stanchezza e
secchezza oculare (desiderio di tenere gli occhi chiusi o di
strofinarli, sensazione di avere qualcosa negli occhi, occhi rossi,
difficoltà ad aprirli, lacrimazione), rivela l'indagine degli
oftalmologi, sono diffusi, ma spesso sottovalutati. L'11% del campione
presenta un quadro attribuibile a stanchezza oculare.
Ma dal sondaggio emerge anche l'identikit dei soggetti più a rischio:
persone più avanti con l'età, prevalentemente di sesso femminile,
consumatori di farmaci. Non a caso, infatti, la percentuale di chi ha
raggiunto un quadro di probabile occhio secco moderato o grave sale al
40% tra le donne e al 47% tra chi ha superato i 60 anni d'età.
Secondo la maggioranza degli intervistati (68%), i sintomi diventano più
fastidiosi a giornata inoltrata, "e questo", spiega Pasquale Troiano,
oftalmologo del Policlinico di Milano, "è un segnale molto preciso di
occhio secco". Anche perchè, nel 73% dei casi, i sintomi sono presenti
in entrambi gli occhi, con una maggior diffusione tra le donne (83%) e
tra chi ha superato i 60 anni d'eta' (78%).
Per chi vive questi disturbi come un fatto occasionale uno dei fattori
che influisce di più nel manifestarsi dei fastidi è la condizione
ambientale avversa. "La maggioranza di coloro che hanno partecipato al
sondaggio", conclude Troiano, "ha una sorta di occhio secco 'border
line': si mantiene abbastanza in compenso fin quando non si creano
condizioni avverse. In presenza di vento, troppo smog, aria
condizionata, si manifesta lo scompenso e insorgono i sintomi".
Molto contribuiscono anche le cattive abitudini di chi sta davanti al
computer per più di quattro ore (60%), lavora in ambienti chiusi (51%) e
con l'aria condizionata (45%). Ma non solo: sono molti gli italiani che
bevono meno di un litro di acqua al giorno (49%), consumano cinque o più
caffè (16%) e fumano 10 o più sigarette (13%). Insomma adottano stili di
vita considerati dagli oftalmologi 'nemici' degli occhi sani.
Mentre riguardo a una categoria particolarmente interessante per quanto
concerne l’occhio secco, cioè i portatori di lenti a contatto, si nota
che se la maggior parte ricorre all’utilizzo di lacrime artificiale (94%
del campione), lo stesso non si può dire di quel 85% che afferma di non
portare lenti a contatto. Solo il 16% del totale, infatti, afferma di
utilizzare i colliri, percentuale che sale al 24% tra le donne.
“Il dato più importante, anche se provvisorio", rileva infatti il
professor Pasquale Troiano, "è che nella popolazione che ha risposto,
una quota di circa il 90% avrebbe bisogno di un uso regolare di
sostituti lacrimali e il 67% avrebbe bisogno frequentemente di sostituti
lacrimali anche se non in maniera del tutto regolare. Un 10% circa
invece, dovrebbe essere sottoposto a indagini più approfondite sul piano
specialistico, perchè alla base dei sintomi manifestati potrebbero
esserci altre cause”.
Col tempo, infatti, la secchezza oculare può incidere sulla salute dei
tessuti della superficie oculare: ecco perché combattere il sintomo è
fondamentale. “L’occhio secco può essere combattuto con preparati dalle
caratteristiche molto diverse tra loro", conclude Troiano.
L’ultima novità in questo ambito è Visine a base di TSP (Tamarind Seed
Polysaccharide), innovativo principio attivo che, grazie alle sue
proprietà muco-mimetiche, contribuisce a ristabilire il film lacrimale
compromesso, migliorando la capacità di trattenere la componente acquosa
sull’occhio il più a lungo possibile. Questo principio attivo
rappresenta una soluzione estremamente moderna ed efficace, quando
ovviamente si tratta di combattere il “sintomo” legato all’occhio secco.
Inoltre la disponibilità di diversi dosaggi consente di “personalizzare”
il trattamento, permettendo di impiegare le soluzioni più efficaci per
ogni singolo caso in base all’intensità ed alla frequenza della
sintomatologia
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