È la prima cosa che fanno la mattina quando si alzano. Ma non
contenti, ripetono l’operazione più volte al giorno, come un rito
maniacale. Sono gli italiani affetti da una nuova sindrome: l’ossessione
da pressione. Non quella che spinge a dare il massimo sul lavoro, ma la
pressione sanguigna. Sette italiani su 100 ne sono ossessionati, così la
controllano in ogni momento.
Lo rivela uno studio presentato ieri durante il XVII Congresso della
Società europea dell’ipertensione che ha tracciato le caratteristiche di
questa nuova tipologia di paziente. Nell’anno delle pari opportunità,
questa sindrome colpisce indiscriminatamente gli uomini e le donne, i
giovani come gli anziani. Tutti sono esposti al contagio, soprattutto
chi vive a contatto con una persona già colpita dalla fissazione.
«L’ossessione da pressione ci preoccupa - ha dichiarato il presidente
del Congresso milanese Giuseppe Mancia - perché queste persone entrano
in una spirale pericolosa». Chi usa lo sfignomanometro (lo strumento per
misurare la pressione, ndr) quanto il cellulare, infatti, nella maggior
parte dei casi è destinato ad abusarne sempre di più. «Lo stress che
questa sindrome comporta - spiega Mancia - è un elemento che favorisce
la crescita dei livelli della pressione». E quando ciò non accade, i
maniaci non si danno pace. Spesso si tratta di soggetti sani che non si
fidano del verdetto che li dichiara tali e quindi misurano nuovamente la
pressione per verificare il dato, ancora una volta. Chiaro che se emerge
una leggera anomalia, allora l’ossessione diventa ancora più frenetica.
«La misurazione a casa è comunque molto importante - precisa Mancia -,
l’importante è seguire le linee guida». Quali? Fondamentale utilizzare
sempre gli strumenti omologati, preferibile misurarla al mattino prima
di aver preso eventuali farmaci, ideale farlo non più di due volte la
settimana.
Per gli ipertesi, quelli veri non gli ossessionati, dal congresso arriva
una notizia positiva. «Potranno usare il viagra», ha annunciato Mancia,
in seguito a un’indagine condotta dall’università Bicocca con la
Columbia University e all’Università del Texas e di Pert. La pillola
azzurra quindi, potrà dare una mano a tutti quegli uomini con problemi
della sfera sessuale che già assumono farmaci contro l’ipertensione.
Settanta uomini ogni 100 ipertesi che, questa sera, potranno festeggiare
sotto le coperte.
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