Gb, due pazienti
recuperano la vista
Due pazienti inglesi di circa cinquant’anni completamente privi della
vista sono stati i primi a testare un rivoluzionario “occhio bionico”.
L’esperimento ha avuto successo: i due malati hanno recuperato almeno
parzialmente le facoltà visive e saranno presto in grado di andare in
giro da soli senza essere accompagnati identificando gli oggetti più
semplici.
Le retine artificiali, del valore di 15mila sterline (quasi 19mila
euro), sono state impiantate con un intervento durato circa tre ore
presso la clinica Moorfields Eye di Londra. Secondo quanto riporta il
quotidiano britannico Guardian, se la prova avrà successo, Se il trial
avrà successo, la nuova tecnologia, il Second Sight Argus II, potrebbe
ricevere l’approvazione definitiva e divenire di uso comune nel giro di
tre anni.
I due pazienti su cui è stata testata la retina artificiale soffrono di
retinite pigmentosa, una malattia ereditaria che porta a una perdita
della vista graduale e progressiva, e colpisce solo nel Regno Unito
circa 25mila persone. L’occhio bionico, composto da un microchip e una
videocamera installata su speciali occhiali, funziona azionando i nervi
ottici e “facendo credere” al cervello umano che l'occhio, seppur
irreparabilmente danneggiato, in realtà funzioni regolarmente.
Durante l'intervento chirurgico i pazienti hanno ricevuto nella retina
una sottile placca di metallo guarnita di elettrodi, collocata nel retro
dell'occhio. Una piccola video-camera montata su un paio d'occhiali
irradia le immagini agli elettrodi che sono connessi attraverso il nervo
ottico al cervello. I pazienti portano una piccola strumentazione al
fianco che serve per alimentare la telecamere e analizzare le immagini.
Sebbene le figure ricreate dagli apparecchi non siano molto precise -
sottolineano i ricercatori - sono comunque sufficientemente chiare per
consentire il riconoscimento di volti e oggetti. "Per noi queste
immagini possono apparire approssimative, ma per chi non vede
rappresentano comunque un passo avanti enorme. Stiamo effettivamente
restituendo la vista a chi soffre di totale o parziale cecità" ha
assicurato il professor Gislin Dagnelie della Johns Hopkins University,
che ha collaborato al progetto per conto della società Second Sight,
l'azienda americana che ha brevettato il prodotto. I due pazienti
britannici della Moorfields Eye rientrano in un gruppo di quindici non
vedenti che riceveranno le retine artificiali nell'ambito di un triennio
di sperimentazione che toccherà Stati Uniti, Messico ed Europa. Prima
d'ora, un prototipo di occhio bionico era stato testato con successo
solo sui topi negli Usa, all'università di Stanford. Il nuovo occhio
bionico, già descritto sul Journal of Neural Engineering, restituisce
una quota di acuità visiva non indifferente partendo da una condizione
di cecità con un visus di 1/20.
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