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ROMA - Parlare, per ore e ore, al telefono, a scuola, giorno e notte,
con l'amica del cuore: un copione comune a molte adolescenti, ma che
potrebbe avere, a sorpresa, pesanti effetti collaterali.
Secondo una ricerca dell'università del Missouri, pubblicata sulla
rivista 'Development psichology', le ragazze che parlano sempre dei loro
problemi e preoccupazioni con gli amici sono più ansiose e depresse dei
loro coetanei maschi. I ricercatori, guidati da Amanda Rose, hanno
scoperto che le ragazze che 'ruminano', per così dire, più dei ragazzi,
sono maggiormente soggette a questi disturbi. "Quando le teen ager
parlano tra di loro - spiega Rose - spendono così tanta energia nel
soffermarsi su problemi e preoccupazioni, che finiscono col sentirsi
tristi e senza speranza, perché si trovano sempre di fronte ai loro
problemi. Sintomi della depressione".
Quanto all'ansia, il parlare continuamente le fa sentire più preoccupate
dei problemi e delle loro conseguenze. "Tutto ciò può portarle -
continua - a soffrire di depressione e ansia perché spendono in
quest'attività tanto tempo, che invece potrebbe essere impiegato in
attività più positive e che senz'altro riuscirebbero a distrarle. Cosa
vera soprattutto per le ragazze che non riescono a tenere sotto
controllo le cose". Il lato positivo di questi rapporti così intensi,
dice la psicologa, è che si "sviluppano amicizie molto forti. Tuttavia,
nei maschi che fanno lo stesso non abbiamo riscontrato ansia e
depressione. In generale parlare dei propri problemi è legato ad uno
stato di benessere. Ma non se fatto in eccesso". Moderazione dunque.
"Gli adolescenti - conclude la ricercatrice - devono essere incoraggiati
a praticare altre attività, come lo sport, che li aiutino a distogliere
l'attenzione dai problemi".
GINEVRA - Piu' del 30% del peso delle malattie nel mondo e' dovuto a fattori ambientali e i piu' colpiti sono i bambini. Lo rivela l'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) in un rapporto reso noto ieri a Ginevra. Ogni anno nel mondo, si legge nel rapporto, quattro milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono per problemi ambientali come l'inquinamento dell'aria e dell'acqua oppure per l'esposizione a sostanze tossiche. Per i bambini, infatti, l'impatto di un'esposizione a prodotti chimici nocivi potrebbe dipendere altrettanto dalla quantita' della sostanza che dal quando, ovvero durante quale fase dello sviluppo e della crescita. L'Africa e' il continente piu' colpito dalle malattie causate da questi problemi, seguita da alcune aree del sud-est asiatico. Lo studio dovrebbe aiutare, auspica l'Oms, il settore della salute, i ricercatori e i responsabili politici a proteggere meglio i bambini ad ogni eta'
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