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::Contenuti: Medicinali su internet, rischi e avvertimenti

È in crescita nel mondo la tendenza a procurarsi farmaci attraverso internet, incorrendo spesso in farmaci contraffatti, nocivi oltre che inutili venduti da persone senza alcun tipo di qualifica né autorizzazione. Nonostante in Italia qualunque tipo di commercio di farmaci on-line sia espressamente vietato non si può dire che il problema non ci riguardi, sia a causa dell'enorme quantità di siti illegali sia a causa dell'internazionalità del mercato in rete.


Un interessante articolo pubblicato sul British Medical Journal racconta quanto sia facile e pericoloso comprare farmaci, spesso anche quelli che necessiterebbero obbligatoriamente di una ricetta medica, su internet. I rischi che si corrono acquistando medicinali con questo sistema vanno dall'intolleranza al farmaco, o dall'interazione dello stesso con altre terapie, all'acquisto di farmaci scaduti, contaminati, inutili o anche dannosi, fino all'avvelenamento.


Come spiega Lynsey Balmer della Royal Pharmaceutical Society of Great Britain, “esistono molti operatori illegali che non hanno nessun tipo di esperienza sanitaria né qualifiche, che vendono farmaci, spesso farmaci con obbligo di prescrizione, direttamente al pubblico. Molti inoltre hanno le loro basi all'estero e quindi sono al di fuori delle giurisdizioni nazionali”.


Il Center for Medicine in the Public Interest statunitense prevede che entro il 2010 il contrabbando di farmaci raggiungerà la quota di 75 miliardi di dollari, con un aumento del 90 per cento rispetto al 2005. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le medicine comprate su siti che non rivelano un indirizzo fisico reale sono contraffatte nel 50 per cento dei casi.


Un ruolo importante lo possono svolgere i medici di famiglia, affrontando in maniera approfondita con i propri pazienti la questione e mettendoli al corrente dei rischi che si corrono, essendo disponibili ad ascoltarli e a fornire ogni tipo di spiegazione. D'altro canto i pazienti devono riporre fiducia nel proprio medico e sentirsi liberi di esporre i loro dubbi e le loro necessità per non sentire il bisogno di procurarsi farmaci attraverso vie incerte e pericolose.


Fonte: Easton G. Clicking for pills. BMJ 2006; 334:14-15.
caterina visco


A cura de Il Pensiero Scientifico Editore


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