Avete i capillari dilatati ed in
evidenza, sentite prurito e gonfiore delle gambe, dolore, senso di peso,
crampi notturni? Attenzione perché si tratta di segnali precisi da non
sottovalutare e da indicare al più presto al medico di base. Sono i
“campanelli d’allarme” dell’insufficienza venosa cronica, terza
patologia più diffusa, dopo allergie e ipertensione, che colpisce 19
milioni di italiani, dal 10 al 50% degli uomini, oltre la metà delle
donne. Solo una persona su tre, però, si rende conto di essere malata e
segue una corretta terapia.
Questo accade perché l’insufficienza venosa è sottovalutata, come le sue
possibili gravi conseguenze: varici, ulcere venose, fino all’embolia
polmonare. “Con rilevanti ricadute economiche – afferma il prof. Claudio
Allegra, Angiologo Direttore dell’Azienda Ospedaliera S. Giovanni di
Roma. In Italia per curarla si spendono 384 milioni di euro l’anno, ma
con semplici norme di prevenzione e farmaci efficaci il costo per ogni
cittadino scenderebbe molto.
Ma perché viene l’insufficienza venosa? Cosa la provoca?
I fattori di rischio sono la familiarità per varici, un alto numero di
gravidanze, obesità ed età (fino a 50-60 anni le più colpite sono le
donne, mentre negli ultrasessantenni non vi sono differenze
significative tra i due sessi). Anche lavori sedentari, o che
costringono per molte ore in piedi, possono aumentare il rischio di
incorrere in questa patologia. Controllo del peso ed una costante
attività fisica rappresentano le norme di prevenzione essenziali; perchè
è possibile evitare il ristagno di sangue negli arti inferiori
responsabile della malattia.
E allora cosa fare di fronte ai primi segni della malattia? E’
necessario intervenire su due fronti: con calze elastiche preventive e
con farmaci di provata efficacia clinica, i flavonoidi, in grado di
eliminare i sintomi, di bloccare sul nascere la patologia venosa e di
ridurne la progressione. “La Frazione Flavonoica Purificata e
Micronizzata che può essere prescritta dal medico di base – spiega il
prof. Allegra - è l’unico farmaco raccomandato da tutte le linee guida
ed in tutti gli stadi dell’insufficienza venosa cronica, ossia dai primi
sintomi e segni (dolore, pesantezza, gambe gonfie) fino agli stadi più
gravi (edema, varici, ulcere)”. “Dal nostro studio– continua il prof.
Antignani – è emerso che il 44,7% dei pazienti visitati dal medico di
famiglia presenta teleangectasie (i così detti capillari) ma non se ne
preoccupa e il 49% anche delle varici, ossia stadi già avanzati della
patologia, eppure non se preoccupano affatto, ritenendolo che si tratti
solo di un problema estetico. Invece sono segnali da non sottovalutare,
il rischio è che si tratti dei primi sintomi dell’insufficienza venosa”.
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