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PELLE E OCCHI PROTETTI AL SOLE
Sole sì ma a piccole dosi, e poi creme protettive scelte con cura, una dieta giusta e un pieno di vitamine. Per arrivare pronti all'appuntamento con sole bisogna tenere presenti pochi ma necessari consigli. Per 11 mesi siamo stati con i vestiti negli uffici. Se ci esponiamo, quindi, al sole senza buon senso avremo più effetti negativi che positivi. E' proprio per stimolare comportamenti corretti ed evitare l'eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, che il Ministero della Salute, ha accolto l'invito della Commissione Europea aderendo alla Campagna 2007 dell'Unione Europea per ridurre i rischi per la salute derivanti da un eccesso di tintarella.

Sono 7000 infatti i casi di melanoma cutameo che si registrano ogni anno in Italia, l'80% dei quali dovuti alla prolungata esposizione ai raggi solari. La campagna, presentata in questi giorni dal Ministro della Salute Livia Turco, prevede una serie di indicazioni volte sia alle imprese che ai consumatori per evitare i rischi per la salute connessi a una non corretta esposizione al sole.
Come ricorda la Commissione, infatti, i raggi solari sono composti, fra l'altro, da raggi ultravioletti B, con lunghezze d'onda più corte (raggi UVB) e da raggi ultravioletti A, con lunghezze d'onda maggiori (raggi UVA). L'infiammazione della pelle (scottatura solare) e il conseguente arrossamento (eritema) sono causati principalmente dai raggi UVB. Sebbene i raggi UVB costituiscano il principale fattore di rischio di cancro, non va comunque trascurato il rischio dei raggi UVA, che sono anche causa di invecchiamento prematuro della pelle. Le ricerche indicano inoltre che un'eccessiva esposizione ai raggi solari influisce sul sistema immunitario del corpo. Proprio per richiamare l'attenzione sull'importanza della protezione anche dai raggi UVA la Commissione ha individuato uno specifico simbolo per contraddistinguere i prodotti solari in grado di offrire anche tale protezione. Il simbolo, costituito da un cerchio con al centro la scritta UVA, sarà gradualmente riportato in etichetta dall'estate 2007 fino a completamento nel 2008. Nella stagione estiva 2007 ci potranno quindi essere sul mercato, come negli scorsi anni, prodotti sicuri ed efficaci che offrono una corretta protezione UVA+UVB ma che non riportano ancora in etichetta il nuovo simbolo standardizzato.

La Raccomandazione europea ha anche indicato alcune nuove avvertenze per i consumatori che le imprese sono invitate ad apporre sulle confezioni dei prodotti solari. In particolare l'UE raccomanda ai produttori di: "non utilizzare la dicitura "protezione o schermo totale" o "prevenzione per tutto il giorno" in quanto nessun prodotto solare ha tali potenzialita'; "apporre invece sui prodotti diciture quali: non rimanere esposti al sole troppo a lungo anche se si utilizza un prodotto per la protezione solare, tenere i bambini e i neonati lontano dalla luce diretta del sole, un'esposizione eccessiva al sole costituisce un grave rischio per la salute, applicare il prodotto per la protezione solare prima dell'esposizione".

Dieci poi le regole d'oro per ottenere l'agognata tintarella ma in totale sicurezza dettate dal ministero della Salute per stimolare una corretta esposizione al sole per ridurre i rischi per la salute derivanti da un eccessivo assorbimento di raggi ultravioletti . Eccole.

1) Un'esposizione eccessiva al sole costituisce un grave rischio per la salute. E' importante conoscere ed evitare i danni che il sole può provocare. Nessun prodotto filtra tutti i raggi UV, ma l'uso di solari appropriati protegge dai rischi del cancro della pelle, evita arrossamenti ed eritemi e previene il fotoinvecchiamento della pelle.
2) E' importante scegliere e confrontare i solari in base al tipo di pelle (fototipo), di esposizione e luogo (neve, mare, piscina, sabbia, ecc.). Utilizzare prodotti solari che offrono una protezione sufficiente, chiedendo consiglio, in caso di dubbio, al medico o al farmacista. Porre maggiore attenzione alle radiazioni solari quando si e' vicini ad acqua, neve o sabbia.
3) Non esporsi al sole troppo a lungo anche se si utilizza un prodotto per la protezione solare UVA+UVB. Nessun prodotto protegge totalmente.
4) Evitare comunque le ore più calde (11.00-15.00) e sostare in un luogo ombreggiato fra le 11.00 e le 13.00, ricordando però che alberi, ombrelloni e tettoie non proteggono completamente dalle radiazioni solari. Controllate l'indice di UV quotidianamente, anche attraverso le pagine delle previsioni del tempo sui giornali: più alto è l'indice, più importante è proteggersi.
5) Cercare di non scottarsi mai. Soprattutto quando il sole è al suo picco è consigliabile indossare una t-shirt, un cappello a falda larga e gli occhiali da sole.
6) Ricordarsi di avere una particolare attenzione per i bambini. Tenere i neonati e i bambini piccoli lontani dalla luce diretta del sole. Proteggeteli sempre utilizzando maglietta e cappello e tenendoli sotto l'ombrellone nelle ore più calde.
7) Applicare il prodotto per la protezione solare prima di ogni esposizione al sole. Il fatto di essere già abbronzati non costituisce una protezione sufficiente.
8) Applicare correttamente una dose sufficiente di crema e rinnovare l'applicazione, specialmente dopo il bagno od essersi asciugati o se si è sudato molto. Non dimenticare di applicare il prodotto solare su tutte le parti del corpo esposte al sole. Per essere efficaci i solari devono essere applicati correttamente e in quantità adeguata (normalmente 35 grammi di solare per tutto il corpo, ossia circa sei cucchiaini da te di prodotto).
9)Proteggere la pelle anche durante il bagno in mare o in piscina perchè i raggi ultravioletti agiscono anche quando si è in acqua.
10) Proteggere gli occhi con occhiali da sole a norma.

La norma in questione è quella dettata dall'Uni, l'ente nazionale di unificazione, che ha previsto caratteristiche meccaniche e ottiche specifiche degli occhiali da sole e dei filtri solari.
Per rispettare i requisiti fondamentali definiti dalla norma, ad esempio, gli occhiali da sole "sicuri" devono essere privi di parti sporgenti, di spigoli vivi che possono causare disagio o addirittura lesioni all'utilizzatore. Inoltre, i materiali con i quali vengono prodotti, sia lenti che montature, non devono in alcun modo causare irritazioni o reazioni tossiche alla pelle dell'utilizzatore. La norma specifica anche i requisiti delle lenti che devono proteggere l'occhio dalla trasmissione dei raggi solari (UVA e UVB): le lenti da sole devono sempre mantenere le caratteristiche necessarie per proteggere l'occhio dell'utilizzatore ad esempio dai raggi infrarossi, dagli ultravioletti e dalla luce blu, che potrebbero danneggiare anche in modo permanente l'occhio esposto - senza protezioni - a tali radiazioni.

Cinque le categorie di filtri indicate con differenti caratteristiche: si va dalla categoria 0 (trasparente o colore chiaro) fino alla categoria 4 (colore molto scuro).
Quest'ultima non è adatta ad essere utilizzata durante la guida, informazione che deve essere fornita al consumatore mediante l'apposizione di un apposito simbolo approvato, con altezza minima di 5 mm (vedi fig. 1). Questo perchè in condizioni di luce ridotta i filtri solari, destinati a proteggere gli occhi dalla luce forte del giorno, riducono la percezione visiva.
I filtri solari fotocromatici (cioè quelli che a seconda dell'intensità della luce si schiariscono o si scuriscono) possono invece essere considerati adatti anche ad un uso notturno se, sottoposti ad una specifica prova, dimostrano di schiarirsi a sufficienza per permettere una buona visione. La norma definisce infine le caratteristiche e i requisiti dei filtri che possono essere utilizzati per l'osservazione diretta del sole, ad esempio durante un'eclissi.

Per verificare che gli occhiali da sole -o le lenti- che si acquistano siano a "norma" bisogna assicurarsi che riportino almeno le seguenti informazioni: il riferimento di questa norma (UNI EN 1836); l'identificazione del fabbricante o del fornitore; il numero della categoria del filtro; il tipo di filtro (es. fotocromatico, ecc.); le istruzioni per la cura, la manutenzione e la pulizia.

Estate non..."condizionata"
Come rinfrescarsi al naturale
L'estate tanto invocata ha rispettato le previsioni e adesso è il caldo a farla da padrone con allarme rosso in molte città italiane per le ondate di calore. E allora, come da copione, adesso la priorità è sfuggire agli effetti della canicola e dell'afa, che con l'estate hanno sempre fatto rima. Insomma, il caldo tanto atteso , ora il caldo è il nemico numero uno da combattere, da cui trovare sollievo in ogni modo.

La consueta battaglia tra i sostenitori dell’aria condizionata e quelli che invece non sopportano il “fresco artificiale”, accusato di causare eccessivi sbalzi di temperatura e di provocare malanni e acciacchi vari, è aperta. Uno dei tormentoni che va in scena puntualmente ogni estate.

Quest'anno ci si è messo anche l'americano Council for an Energy Efficient Economy, che ha pubblicato un articolo sulla rivista Scientific American, in cui riporta i consigli per "stare freschi "anche senza accendere l'aria condizionata.

Il primo consiglio della rivista per raffreddare il corpo senza ricorrere ai costosi e nemici dell'ambiente condizionatori è sfruttare l'aria esterna: ''Bisogna verificare la direzione del vento all'esterno", spiega Harvey Sachs, l'esperto interpellato, "e aprire poche finestre 'strategiche' per farla passare in casa. Se non dovesse bastare si possono usare due ventilatori: piazzandone uno davanti alla finestra da cui entra l'aria e un altro davanti alla finestra opposta diretto nel verso di uscita dell'aria si crea una specie di 'galleria del vento'''.

Questa strategia è ottima di notte, spiega l'esperto, mentre di giorno è fondamentale tenere imposte chiuse e tende abbassate. I ventilatori andrebbero usati anche per raffreddare la stanza più usata della casa: si risparmia anche usandone un paio, ricorda l'esperto, visto che consumano un trentesimo dell'elettricità dei condizionatori. Anche l'acqua può essere d'aiuto per raffreddarsi: oltre a spruzzarla su polsi e viso, la rivista suggerisce di inumidire magliette e pantaloni per stare più freschi.

Passarsi un cubetto di ghiaccio sul viso, inoltre, raffredda di un grado e mezzo tutto il corpo. Se poi non si riesce a fare a meno di usare il condizionatore, conclude la rivista, almeno lo si scelga fra i modelli più ecologici, e non si metta una temperatura troppo bassa. Ancora meglio sarebbe usare un deumidificatore: costa la meta' e usa un quarto dell'energia.

Gli esperti in generale mettono in guardia da un uso incauto e smodato dei condizionatori, raccomandando di assicurarsi che i filtri siano puliti, che il freddo non sia eccessivo soprattutto durante la notte e nei momenti che seguono ai pasti. Aria condizionata sì, quindi, ma con giudizio. Il "fresco artificiale" dà infatti sollievo contro la canicola, ma senza le opportune cautele i problemi di salute possono essere numerosi. Si va dal banale mal di gola, al torcicollo, fino a bronchiti, polmoniti e infezioni batteriche.

Di notte, ad esempio, a temperature molto basse il condizionatore può provocare fastidiosi dolori muscolari. Ma anche laringiti e tracheiti. Mentre, dopo mangiato, lo shock termico del passaggio dal calore esterno al freddo del locale può causare delle congestioni. Le basse temperature hanno un'azione vasocostrittrice che può provocare disturbi della digestione. Ma, accanto ai piccoli fastidi, l'aria condizionata può causare patologie più gravi, specie in persone a rischio. E' il caso di anziani, bambini e malati cronici, che faticano ad adattarsi a temperature improvvisamente molto più basse di quelle esterne. In agguato, spiegano gli esperti, ci sono infezioni respiratorie e bronchiti.

Molto importante è anche la manutenzione dei condizionatori. Se i filtri non sono ben puliti possono trasformarsi in vere e proprie "trappole" per gli allergici, e causare riniti o congiuntiviti. Non solo, ma c'è il pericolo di gravi patologie, come la legionellosi. Occhio inoltre all'aria condizionata in auto, torcicollo e mal di gola minacciano chi ama viaggiare a temperature molto basse. Se fuori ci sono 32 gradi, per trovare refrigerio non occorre arrivare fino a 19-20: basterà selezionare una temperatura di cinque-sei gradi inferiore a quella esterna. E la notte? Meglio rinfrescare la stanza prima di andare a letto, e poi ricorrere al timer: basta programmare il condizionatore, che si spegnerà dopo qualche ora. Così si faranno sonni tranquilli e "freschi" senza rischi per la salute
 



 


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