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::Contenuti: donne obese in gravidanza

La notizia. Le donne obese in gravidanza hanno un maggior rischio di andare incontro a complicazioni mettendo a repentaglio la propria salute e quella del loro bambino. È quanto riporta uno studio della Linkoping University (Svezia), i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Obstetrics & Gynecology. Approfondimento. Nella nostra società il più frequente problema nutrizionale e, sicuramente, uno dei più difficili da curare, è l’obesità. L’obesità può essere classificata come un eccesso di grasso corporeo totale oppure un peso eccessivo rispetto all’altezza. Un metodo semplice ma attendibile per verificare se si è o no in sovrappeso è quello di calcolare il proprio indice di massa corporea (in inglese “body mass index” o BMI), che si ottiene dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza in metri. Le Linee Guida Italiane Obesità hanno ribadito che un BMI tra 25 e 29,9 definisce il sovrappeso e un BMI maggiore di 30 l’obesità e che la circonferenza della vita (nei maschi superiore a 102 cm e nelle femmine superiore a 88) può essere considerata un indicatore attendibile di tessuto adiposo “viscerale” e quindi di rischio cardiovascolare. Infatti, l’eccesso di grasso viscerale è in diretta relazione con una serie di patologie, per esempio il diabete, l’ipertensione, la cardiopatia ischemica. La ricerca. L’autrice dello studio, Marie Cedergren, ha preso in considerazione i dati riguardanti quasi 20000 donne obese che tra il 1992 e il 2001 avevano partorito negli ospedali di alcune cittadine svedesi. In particolare, 16000 donne avevano un BMI minore di 35 mentre 4380 avevano un BMI pari o superiore a 40. L’autrice ha così potuto constatare che rispetto alle normopeso, le future mamme obese hanno un rischio quattro-cinque volte maggiore di sviluppare pre-eclampsia, una patologia della gravidanza caratterizzata da pressione alta e altri disturbi che può essere pericolosa sia per la madre sia per il bambino. Anche la probabilità che la gravidanza non sia portata a termine con successo è maggiore: parti prematuri ad esito infausto e alta mortalità neonatale accompagnano questa condizione della madre. Spesso poi i nuovi nati hanno un peso elevato alla nascita, cosa che complica ancor di più il parto e la salute del bambino. Queste complicazioni sono di maggior portata nelle donne con BMI superiore a 40. Commenti. Secondo l’autrice dello studio, questi risultati dovrebbero motivare le giovani donne non solo a controllare il peso durante i nove mesi di attesa ma, quando è possibile, anche prima di programmare la gravidanza.


 


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