Caffeina 'toccasana'. Non finiscono di stupire i miracolosi effetti della ormai leggendaria "tazzulella e' caffè". E alla lunga lista dei benefici, che vanno dall'essere un efficace analgesico a prevenire l'invecchiamento cellulare, grazie ai “flavonoidi” che contiene, passando dal suo potere energizzante e dalla sua capacità di favorire la digestione, se ne aggiungono ogni giorno di nuovi. Ultimi in ordine cronologico il suo potere di proteggere la memoria, soprattutto nelle donne che hanno superato i 65 anni e quello di prevenire i fastidiosi tic della palpebra.
Bere più di tre tazze al giorno di caffè, ma anche di thè, è un gesto che consente di diminuire il rischio di declino cognitivo legato all'età fino al 30%. Lo hanno rilevato i ricercatori del French National Institute for Health and Medical Research di Montpellier (Francia), che illustrano i risultati delle loro analisi, condotte su 7mila persone, durate per ben quattro anni, sulla rivista 'Neurology'.Le donne del campione che hanno consumato una tazza di caffè o di thè per pasto hanno mostrato, alla fine del periodo di osservazione, meno problemi di memoria rispetto a quelle che si sono limitate a un caffè al giorno: attorno agli 80 anni, addirittura, hanno osservato gli studiosi, il pericolo di danni cognitivi si abbassa del 70% grazie al consumo regolare delle bevande contenenti caffeina.
"Si tratta di uno psicostimolante", spiega Karen Ritchie, a capo della ricerca, "che sembra avere effetti straordinari nel mantenere la memoria delle donne. Il passo successivo sarà quello di approfondirnegli effetti contro le malattie neurodegenerative".
Bevendo caffè però si può anche dire addio a contrazioni incontrollate delle palpebre e prevenire l'insorgenza di questo tic, chiamato blefarospasmo, che in realtà è una distonia provocata da movimenti involontari dei muscoli. Ricercatori dell'università di Bari, guidati da Giovanni Defazio, hanno infatti scoperto che la bevanda del risveglio preferita dagli italiani può aiutare a evitare il fastidioso disturbo,
smentendo voci popolari secondo cui, invece, ne sarebbe la principale responsabile. Ma attenzione, avvertono i ricercatori, la 'tazzina' non è efficace come cura del problema, ma come semplice 'scudo' naturale a esso.
Sul 'Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry', Defazio spiega di aver studiato in 166 pazienti gli effetti di fumo e caffè contro questo tic, dato che ricerche precedenti avevano individuato,in questo senso, un qualche effetto positivo anche della sigaretta. In realtà, mettendo a confronto il gruppo di studio con un campione di controllo, ha rilevato l'inutilità delle 'bionde' contro lo blefarospasmo e, al contrario, l'efficacia del caffè a evitarne l'insorgenza. La sostanza responsabile di questo effetto protettivo è la caffeina, che stimola i recettori del controllo dei movimenti posti nel ganglio basale del cervello.
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