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::Contenuti: anomalie dei tenti

Anomalie del numero dei denti In questo tipo di anomalie si può verificare l’assenza completa di tutti i denti (anodonzia), ma è un’evenienza piuttosto rara. Più frequente è l’assenza di uno o più denti (oligodonzia), che può interessare la dentizione decidua o denti da latte (0,1-1 per cento) o la dentizione permanente (4-6,5 per cento). Nelle persone di razza bianca i denti maggiormente interessati sono il terzo molare, l’incisivo laterale superiore e il secondo premolare inferiore; colpisce più le femmine dei maschi. L’eziologia è per lo più familiare, a volte è associata a sindrome di Down o a displasia ectodermica, ossia una patologia genetica legata al cromosoma X e caratterizzata da alterazioni ed anomalie a livello delle ghiandole sudoripare, dei capelli e dei denti. Altra anomalia è l’iperdonzia, ossia la presenza di denti soprannumerari, generalmente denti di piccole dimensioni che si possono trovare in arcata oppure rimanere inclusi nell’osso; da questo tipo di anomalia sono più colpiti i maschi. Se questo tipo di anomalie riguardano la dentizione decidua generalmente non è necessario alcun trattamento, così come per la mancanza del terzo molare. Se la mancanza riguarda il secondo premolare o l’incisivo laterale superiore si cercherà di mantenere il dente deciduo corrispondente fino a fine crescita per poi sostituirlo con un impianto osteointegrato + corona oro-porcellana (si tratta di una “vite” in titanio che il dentista-implantologo inserisce nell’osso con un piccolo intervento chirurgico; dopo 3-4 mesi l’impianto si è integrato nell’osso e si può confezionare una corona protesica che si fissa sull’impianto stesso). I denti soprannumerari vengono in genere estratti se compaiono in arcata, mentre se sono “inclusi” e non causano problemi di malposizioni o mancate eruzioni di altri denti vengono solamente tenuti sotto controllo radiograficamente. Anomalie della struttura dei denti Lo smalto può avere dei difetti nella sua composizione. Il difetto più frequente è l’ipocalcificazione per cui lo smalto si presenta bianco e opaco. Le cause possono essere diverse: infezioni; traumi; cause ambientali (per esempio rosolia prenatale, parto prematuro e morbillo); cause ereditarie (per esempio amelogenesi imperfetta, o displasia ereditaria dello smalto, e sindrome di Down). Il trattamento varia a seconda dell’entità del difetto. Se il difetto è limitato le aree interessate possono essere trattate come se fossero delle piccole carie (quindi con materiali compositi estetici); se il difetto è molto esteso vengono applicate delle corone fisse. Ci possono essere anche difetti nella struttura della dentina; il più comune è la dentinogenesi imperfetta, che colpisce 1 persona su 8000. In questo caso i denti, sia decidui che permanenti, hanno un colore marrone o blu, corone bulbose e radici corte; è una condizione che porta rapidamente allo sfaldamento dello smalto e di conseguenza ad un’erosione rapida della dentina ed è quindi necessario un riconoscimento ed un trattamento precoce per evitare un rapido deterioramento del dente. Anomalie della morfologia del dente A volte in arcata è presente un “dente doppio” derivante dalla fusione di due germi dentali; esteticamente è molto sgradevole, ma funzionalmente è un dente pressoché normale. Altre volte c’è un dente semplicemente di dimensioni più grandi (macrodonzia) o più piccolo (microdonzia). Un caso particolare è il cosiddetto incisivo laterale superiore conoide, ossia un dente più piccolo, a forma di cono, con radice più corta del normale. Le problematiche riguardano essenzialmente l’aspetto estetico; nel caso di dente più grande può essere rimodellato, nel caso di denti più piccoli questi possono essere ricoperti con corone fisse oppure essere estratti e sostituiti con impianto+corona (si tratta di una “vite” in titanio che il dentista-implantologo inserisce nell’osso con un piccolo intervento chirurgico; dopo 3-4 mesi l’impianto si è integrato nell’osso e si può confezionare una corona protesica che si fissa sull’impianto stesso). Anomalie del colore dei denti Spesso il colore dello smalto può essere alterato da pigmentazioni che possono essere: estrinseche: macchie verdi, arancioni o nere dovute generalmente ad una scarsa igiene per l’azione di batteri della placca che producono colore (cromogeni) oppure dovute all’azione della clorexidina (un disinfettante contenuto in molti collutori antiplacca); intrinseche: possono essere dovute a incorporazione di pigmenti durante la formazione dei denti (per esempio tetracicline=macchie blu-marroni) oppure dovute alla diffusione di pigmenti dopo la formazione dei denti (per esempio medicamenti che dopo una cura canalare rendono il dente grigio. Le macchie estrinseche vengono facilmente rimosse dal dentista con appositi spazzolini e paste abrasive in un’unica seduta, mentre per le macchie intrinseche attualmente il metodo che dà migliori risultati è il “bleaching” o sbiancamento, che prevede l’utilizzo da parte del dentista di gel sbiancanti contenenti concentrazioni varie di perossido di carbammide, una sostanza che a contatto con la superficie dentale è in grado di liberare ossigeno e di ossidare quindi le sostanze colorate eliminandole. Le procedure di sbiancamento possono essere effettuate dal dentista in studio in più sedute oppure dal paziente stesso che inserisce il gel in apposite mascherine fornite dal dentista e le indossa per tutta la notte o solo per qualche ora al giorno a seconda della concentrazione della sostanza attiva.



 


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