Si chiama interleuchina 12, è una molecola normalmente prodotta dal
nostro corpo, e potrebbe diventare un prezioso alleato per prevenire le
allergie alimentari senza dover rinunciare al cibo “colpevole”. La
scoperta è frutto del lavoro di ricerca di uno scienziato italiano,
Claudio Nicoletti, che dopo la laurea in Scienze biologiche a Siena si è
trasferito prima negli Stati Uniti e poi in Gran Bretagna, dove oggi è
capo del gruppo di immunologia delle mucose dell'Istituto di Ricerca
Alimentare a Norwich
Lo scienziato, in collaborazione con l'Università di Siena, ha infatti
scoperto nei test sui topolini da laboratorio che l'interleuchina-12
protegge da reazioni allergiche in risposta all'ingestione di certi cibi
e che le cavie con allergie alimentari sono privi di questa molecola.
Nel corso dello studio, pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical
Immunology, gli studiosi hanno osservato che nei topi privi di
interleuchina, il sistema immunitario scatena una risposta allergica
anomala. In particolare, si è notato che negli animali allergici alle
arachidi alcuni tipi di globuli bianchi, chiamati cellule dendritiche e
già in passato associate alle allergie, smettono di produrre la molecola
nell'intestino, aprendo la strada alla reazione allergica. Il sistema
immunitario, a questo punto, va in tilt, riconoscendo come pericolosa la
sostanza alimentare. Di conseguenza, inizia a produrre anticorpi (immunoglobuilna
E) come farebbe in presenza di un agente patogeno. Nei casi peggiori,
gli allergeni possono provocare shock anafilattico e mettere in pericolo
di vita.
L'ipotesi degli esperti è che somministrando interleuchina-12 la
reazione allergica possa essere tenuta sotto controllo. "Abbiamo
identificato una molecola che è molto importante per la regolazione
della risposta immunitaria e per la prima volta questa rappresenta
chiaramente un potenziale target per la terapia delle allergie.
Attualmente stiamo investigando proprio su questo", ha concluso
Nicoletti.
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