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salute e benessere
C’è un rimedio naturale al viagra senza effetti collaterali: è l’aglio. La tesi è sostenuta da un documentario della BBC basato su una serie di ricerche scientifiche e riguardo
Pubblicità Non a tutti piace lo stesso gusto di gelato. E allo stesso modo non a tutti piace "farlo" allo stesso modo. Il sesso? E' come un gelato, ad ognuno il suo. Come in gelateria, i gusti maschili a letto possono essere anche molto diversi, e cambiare con il passare degli anni. Così, se le donne vengono da Venere, non tutti gli uomini arrivano da Marte.


Ultime dal sito :


L’aspirina amica dello stomaco
“Modificata” da un’equipe italiana

Ha oltre 100 anni di vita alle spalle, è uno dei farmaci più conosciuti e diffusi, per anni è stato il primo rimedio contro raffreddori, mal di testa e piccoli malanni di stagione; poi il medicinale è stato “promosso” a protettore contro gli attacchi di cuore. Stiamo parlando dell’aspirina, il farmaco a base di acido acetilsalicilico presente da sempre negli armadietti delle medicine di moltissime famiglie in tutto il mondo. Tutti sanno però che l’aspirina ha alcuni effetti collaterali molto seri, soprattutto a carico delle pareti gastriche, che in caso sia presente un’ulcera, possono causare un sanguinamento grave e la morte del paziente. Adesso, grazie a un’equipe di ricercatori italiani, è stato messo a punto un derivato di questo farmaco che non ha queste controindicazioni.

Il team di studiosi che ha messo a punto l’aspirina amica dello stomaco è composto dai chimici delle università di Torino e di Parma, guidati da Alberto Gasco. I ricercatori hanno studiato le caratteristiche di un derivato dell'acido acetilsalicilico, che non viene attaccato dagli acidi gastrici e quindi è del tutto innocuo.

Gli studiosi, come descrivono sulla rivista scientifica Journal of Medicinal Chemistry. hanno “legato” alla molecola di acido acetilsalicilico, il principio attivo dell' aspirina, un gruppo chiamato nitrossi-acilico grazie al quale il farmaco resta indenne in presenza degli acidi dello stomaco ed è assorbito meglio dal sangue. Nei test di laboratorio effettuati su cavie animali, l'aspirina “modificata” ha mostrato la stessa attività di quella originale, senza danni a carico dell’apparato gastrico. Gli autori scrivo che “anche se devono essere fatti ulteriori test a conferma, questi composti possono rappresentare alternative più sicure all'aspirina in moltissime applicazioni cliniche”.

La nuova aspirina potrebbe quindi venire impiegata in moltissimi campi: visto che mantiene inalterate le proprietà curative del farmaco tradizionale ma senza i suoi effetti collaterali, potrebbe essere utilizzata con maggiore continuità come strumento preventivo contro infarti e attacchi di cuore, ma anche per altre malattie cardiovascolari e addirittura per alcuni tipi di tumori e per alcune funzioni cerebrali, campi in cui si stava già studiando il potere terapeutico della “vecchia” aspirina. I test effettuati fino a questo momento sono molto promettenti, ma occorrerà ancora un anno circa per stabilire se l’aspirina made in Italy è effettivamente corrispondente a quella tradizionale.

Al via la stagione delle allergie


Dai primi giorni di aprile si apre “ufficialmente” la stagione dei pollini e delle allergie. Il copione è ben noto con naso intasato, occhi che lacrimano e pelle arrossata, che terranno una poco gradita compagnia fino al mese di ottobre/novembre a chi soffre di allergia, tra cui un numero di bambini compreso tra i 3 ai 5 milioni circa. Sotto accusa, oltre alle classiche graminacee e parietarie, c'è anche l'ambrosia, polline tipico degli Stati Uniti, che portata dalle scarpe dei viaggiatori ha iniziato a infastidire chi abita vicino l'aeroporto di Malpensa, alle porte di Milano.

A spiegarlo è Giovanni Cavagni, Responsabile dell'unità Operativa di Allergologia dell'ospedale Bambin Gesù di Roma. ''Possiamo dire che con l'inizio del mese di aprile - spiega Cavagni - la stagione delle allergie è iniziata alla grande, anche se il vero picco di manifestazioni allergiche si avrà a metà maggio, quando i pollini nell'aria aumenteranno a tal punto da dar fastidio anche ai nasi meno sensibili. La sensibilizzazione ai pollini compare generalmente verso gli 11 anni” .

I primi a doversi preoccupare sono gli allergici alle graminacee, il cui periodo di impollinazione comincia ad aprile e si conclude a giugno. E, come spiega Cavagni, sono le piante a cui è sensibile il maggiore numero di allergici, con circa il 60% di soggetti. Ma ci sono anche le parietarie, già comparse soprattutto al Sud, e la cui impollinazione prosegue fino a giugno, i pollini di cipresso, che circolano con particolare abbondanza nel Lazio da febbraio ad aprile, e l’ambrosia, 'prima relegata agli Usa e ora presente anche qui da noi.

Per chi soffre di allergie in questo periodo c'è poi un ulteriore problema: anche un semplice starnuto può trasformarsi infatti in un “killer” quando si è al volante. E, in più, il 20% degli incidenti stradali avviene per colpa della sonnolenza, provocata da alcuni farmaci per curare le allergie. In generale, il numero dei soggetti allergici è cresciuto moltissimo nel giro degli ultimi decenni. ''Si è passati dal 10% degli anni '50 - precisa Cavagni - al 30-40% di oggi, anche a causa del cambiamento delle condizioni ambientali e dell'eccessiva igiene delle nostre case”.

L’esperto spiega che tra le varie manifestazioni allergiche, le più frequenti sono le riniti (20% dei casi), seguite da asma allergica e dermatiti atopiche, ognuna al 10%. Seguono le intolleranze alimentari al 7-8% e le allergie alimentari gravi allo 0,5%. I fattori che possono scatenare l'allergia sono numerosi. Per le allergie respiratorie i “colpevoli” sono gli acari delle polvere, nel 60% circa dei casi, le graminacee e l'inquinamento. ''In particolare - spiega Cavagni - quello provocato da camion, traffico troppo intenso e la vicinanza agli aeroporti aumenta la sensibilizzazione alle allergie respiratorie. Le polveri sottili invece non influenzano le allergie, ma le infezioni respiratorie”. Le allergie alimentari invece, colpiscono in Italia almeno 400mila bambini tra 5 e 15 anni e sono causate soprattutto da latte, uova e grano. A questi stessi alimenti stanno diventando sensibili anche gli immigrati che si trasferiscono a vivere nel nostro paese.

Papilloma virus, chi sei?


Mentre è ai blocchi di partenza la campagna di vaccinazione delle ragazze dodicenni contro il Papillomavirus, uno studio rivela che il microrganismo è ancora largamente sconosciuto tra le giovanissime italiane. Nonostante i servizi di stampa e tv sul vaccino “in rosa” contro l’insidioso virus che scatena il tumore al collo dell'utero, il 76% delle under 25 non ha idea di che cosa sia l’HPV, quali conseguenze comporti, né tanto meno che esiste un vaccino per difendersi.

Le cose non vanno molto meglio tra le donne adulte. Solo il 52% di quelle tra i 25 e i 40 anni conosce il Papillomavirus, mentre il livello di informazione sopra i quarant’anni raggiunge il 41%. Il dato emerge dai risultati preliminari dell'iniziativa “Infasil per te - Il Mese della protezione”, che tra ottobre 2007 e febbraio 2008 (in totale il servizio è stato attivo più di 4 mesi) ha messo a disposizione delle donne un numero verde per un consulto telefonico o per prenotare una visita ginecologica gratuita. Il servizio ha ricevuto oltre 10mila chiamate, con oltre 3mila visite richieste a più di 150 ginecologi Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani) in tutta Italia.

"La corretta informazione migliora nel caso dell'Hiv, il virus dell’AIDS, e dell'epatite B, conosciuti dalla grande maggioranza delle donne di tutte le età", spiega Antonio Chiantera, segretario nazionale Aogoi, illustrando i risultati preliminari dei questionari raccolti durante oltre mille visite effettuate. "L'attenzione al benessere intimo ha fatto passi avanti, ma la conoscenza e la protezione contro le malattie ginecologiche è ancora scarsa. In particolare tra le ragazze che ne sanno poco e non si affidano al ginecologo per saperne di più".

Insomma, l'importanza di proporre nuove iniziative di educazione e sensibilizzazione, è sempre urgente. “La realtà italiana è migliorata, ma c’è ancora molto da fare - dichiara Chiantera - Occorrono interventi di educazione all'igiene genitale, a quella sessuale e alla contraccezione". A questo proposito gli esperti sottolineano che la vaccinazione contro l'Hpv rischia di produrre, in mancanza di informazioni corrette, un senso di sicurezza che potrebbe portare le giovanissime immunizzate a trascurare il rischio di altre infezioni sessualmente trasmesse, in primo luogo l’Hiv, e di gravidanze indesiderate. "Ecco perché - conclude il ginecologo - occorre puntare sull'importanza di regole di igiene intima, sessuale e di contraccezione, abbinate al programma vaccinale". Il programma di vaccinazione per ora riguarda solo le bambine. Ma che, secondo Chiantera, "potrebbe essere esteso anche alle 'under 24', abbinandolo a un test per escludere con certezza il rischio di contagio".


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